mercoledì, 17 giugno 2009

 

 

 

desert



Un momento. Un flash istantaneo tra le parole che scorrono veloci e si insediano all’interno delle poche menti attente che aprono al mistero dell’ immensa conoscenza  il desiderio di vedere di piú.

Un odore di sabbia e di vento e una porta che si socchiude appena per lasciare passare una realtá che era rimasta lí, accantonata nella memoria. Con la complicitá di un raggio di sole nella luce calda e soffusa di un pomeriggio cosí prossimo alla primavera.

Un alito che passa e si sofferma quel tanto che basta a lasciare un’orma concreta tra i miei sensi.

Quel tanto che basta per far dimenticare quella illusoria sensazione di separazione e riportare il caldo abbraccio della materia, della densa aria in cui ci muoviamo.

 porta

Per poter essere liberi di abbandonare il contatto con le lisce pietre e la umida e terra e riuscire a sentirle ancora, in uno stato di trance, in uno stato di vita, in uno stato di intima comunione e puro desiderio di niente. Un momento di fresca riconoscenza e gratitudine e completezza profonda insieme ai sapori dei frutti della terra che sempre ci hanno accompagnati fin da quando eravamo bambini, per poter renderci conto che non è nemmeno necessario pensare, che il tutto si concreta nel momento stesso in cui sorge l’impulso, che non siamo mai stati cosi prossimi alla terra e al cosmo.

 

E mi accorgo degli occhi con cui sto guardando la stanza, delle mie mani che avvertono la polvere, del fatto che mai riusciró ad avere uno sguardo oggettivo e che sempre vivró nel dubbio, fino a quel momento forse da tanti  temuto e da tanti anelato, quello di cui non sappiamo quasi nulla, se non che non saremo piú visibili allo sguardo. Fino a quel momento in cui forse l’illusione finirá. In cui forse potremmo riabbracciare tutto quello in cui siamo passati, e forse potremmo farlo tutti insieme, forse è solo un tutto insieme.

Chi ne sa veramente qualcosa?

 

postato da: OrenIshiii alle ore 12:31 | Permalink | commenti
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sabato, 10 gennaio 2009

Anaïs mi fece ascoltare la musica e questo fu quello che mi venne in mente...



Dormirai fra lenzuola di seta con la gente che torna

E i cortili di pietra ormai s’aprono al sole

Mentre conti le ore che separano al mare

Nel colore più vero

 

Volverá a su casa la niña con la ayuda del tiempo

Y tras la notas del viento nuestras caras ya vueltas

Al final del camino y las copas de vino

A aliviar los intentos

 

Incontrerai un ragazzo di strada dal sorriso d’argento

E tra le folle in fermento voleranno parole

Che c’invecchiano il viso, qui non è il paradiso

Scordati dal tempo

 

I’ll take you back to the oldest glory while approaching the ending

I still can remember your stories, facing beaming and glowing

When the sun used to warm and made us forget the burnings

At the edge of the world

postato da: OrenIshiii alle ore 15:55 | Permalink | commenti
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sabato, 10 gennaio 2009

È una luce che si accende e spegne nella notte…mentre i fiocchi di neve turbinano nell’alone della strada.

L’insegna, mi sono fermata ad osservarla...intermittente, come il respiro del mio inutile tormento.

Tormenta. Le mani ficcate in tasca, il sacchetto rischia di tirarmi i fili delle calze sbatacchiando al vento. È partito un allarme.

Milano è un candore di speranza nelle notti dure come il legno. Ma questa volta la neve non si è fermata a lungo tra l’ululare nei vicoli.

Un po’ delusa forse. L’odore, comunque, resta e forte. Portato da fuori città si sedimenta addosso del colore della selva.

Non vi parlerò come hanno fatto gli altri, non vi darò confidenza. È il mio mondo che stiamo esplorando e l’intimità ce la ruberemo a vicenda. Infileremo le mani tra i pensieri altrui e tutto questo ci porterà alla vita.

postato da: OrenIshiii alle ore 15:51 | Permalink | commenti
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lunedì, 08 dicembre 2008

I’ve seen my soul

And nobody knows

I’ve seen my soul

Above me

 

In the streets I fell

Among pure water wells

Were you looking my lord

After me?

 

High from the scene of the sky

Hid the impatience behind

You had come from far away

Just for me

 

Got all the love from my race

Tears of mud left their trace

And I’ve just seen my soul

Facing me

 

postato da: OrenIshiii alle ore 03:04 | Permalink | commenti
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mercoledì, 27 agosto 2008
Catania-Milano. Ritorno. Fine del viaggio.
Un anno sono stata in giro. Un anno.
Poche ore fa, svaccata sul pullman, Paola sull'altra coppia di sedili al lato mio, tenevo la tempia sul vetro e tra il tremore dei pensieri la campagna gialla e arsa dal sole, che amo carnalmente, scorreva. Inesorabile direi. Già lontana.
Milano-Lisbona-Lagos-Lisbona-Milano-Agrigento-Milano-Salamanca-Santiago-
Salamanca-Milano-Roma-Milano-Salamanca-Milano-Fosseno-Milano-Roma-
Orvieto-Roma-Salamanca-Besilla-Salamanca-Madrid-Salamanca-Besilla-
Salamanca-Milano-Istanbul-Selçuk-Bodrum-Istanbul-Milano-Agrigento....Milano.
Casa a Milano è vuota adesso. Vergine. Silenziosa. Ogni tapparella abbassata. Le piante respirano piano.
Il pensiero di poter dare il via a un giro nuovo prendendone il possesso materiale mi strattona, urla, esaltato, impercettibile da queste orecchie intorno e pur così presente. Farla vivere con me, riprendere tutto. Affondandoci le radici, totalmente, per arrivare a succhiare tutto quello che esiste ancora, lì, sotto, amorevolmente nascosto.
E c'è ancora, persiste nonostante tutto, l'incontrastabile emozione di una vagabonda, quella, che non ce la fa a smettere  di  guardare  la linea di mezzeria che  si  perde lontano, in  un indefinito  che  ci ammalia e  un po' ci tradisce,  bellissimo e  incatturabile. Pulsante e...inconsistente. Permanentemente fisso sulla linea dell'orizzonte come quella campagna gialla che mai si fermerà dentro. Posso solo respirarla, a intervalli, rincorrendo un alito dietro l'altro per non perderla.
Chiamano i passeggeri. Via un'altra volta, ma questa è casa ormai.
Quell'indefinito ora è casa mia.
postato da: OrenIshiii alle ore 21:49 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 04 giugno 2008

Que tiene el sol del verano bajo su piel.


postato da: OrenIshiii alle ore 03:31 | Permalink | commenti
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mercoledì, 04 giugno 2008

TerraRossa

Al risveglio, sola
Mi siedo sulla terra rossa
E lascio che alla fine del giorno

Ab
bracciandomi
Tu
possa avvertire L’odore del sole

Al despertarme, sola
Me siento sobre la roja tierra
Y dejo que al anochecer
Tú pueda sentir
Abrazándome
El olor del sol

 



voiceblogsguardopositivce3Profumo di pioggia

 Baci di pioggia
sotto alla veranda
Com’è
che la malinconia
È tutto quello che riesco a trattenere
Della bellezza pulsante c
he scorre
 In ogni respiro
Che
con il mio fiato
Mi abbandona
Sempre troppo presto

Perché possa ricordar
la


Perfume de lluvia

 Besos de lluvia
Bajo la veranda
Cómo es que la melancolía
Es todo con lo que consigo quedarme
De la pulsante belleza que fluye
En cada respiro
Que con mi aliento
Me abandona
Siempre demasiado temprano

Para que consiga recordarla


postato da: OrenIshiii alle ore 03:09 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 23 aprile 2008

Appare strano il mondo in questi giorni, in un alone subumano, o semplicemente diverso, dietro gli occhi di un essere che si deve concentrare per trattenere l’ossigeno nei suoi polmoni, e il corpo si stacca violentemente e la mente resta libera. Per aria, in un illusione, non mi rendo conto che i miei piedi sono ancora attaccati a terra e che le mie labbra si sono avvicinate per baciarti, per risucchiarti l’anima e sprofondarne un pezzo dentro di me, per sempre. Perché i nostri gemiti si sono incrociati. Una notte. Tanto tempo fa.

2057

Quando mi hai respirato dentro non sapevo se ti saresti ricordato del mio nome. Poi i giorni hanno ripreso a svolgersi e io me ne sono dimenticata. Ma quando il tuo cuore fa fatica a battere ti rendi conto del preciso istante in cui ha iniziato ad accellerare, e giunge un lieve, alieno istante di consolazione, di liberazione, la visione chiara alla quale anelo da millenni. Forse ci sono piú vicina di quanto creda.

postato da: OrenIshiii alle ore 20:06 | Permalink | commenti
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domenica, 27 gennaio 2008
Ci sono dei momenti in cui l'anima inizia a pulsare verso l'esterno, conscia di qualcosa che sta arrivando, e si stira e si apre accogliendo le parole che germogliano nel mio inconscio.

Quando mi risveglio mi ritrovo come nuda e tremante e sento i minimi movimenti delle cellule della materia intorno, l'aria è diventata spessa e non sono piú sola.
E ho paura

Forse non dovrei
postato da: OrenIshiii alle ore 16:09 | Permalink | commenti
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mercoledì, 02 gennaio 2008

Allora... Manca totalmente un senso cronologico, li considero esperimenti...


Messaggi dall’acqua.

L’aria liquida profumata di bosco, intima comunione della natura. Sterpi secchi per l’inverno nuovo e silenzi profondi colmati di straordinaria, sottilissima energia. Rifletto la sorpresa del vibrare più fino dell’anima tesa, nuda, volta a queste rocce fredde impregnate di odore silvestre. La nebbia della pianura. Larghe distese di boschi d’oltralpe.

Odore profondo della magia più nera. Come il colore delle foglie imputridite a terra.

Eppure cosi sano e limpido. Specchio dell’amore universale e disteso, imminente, presente e consistente ardore delle cellule primordiali. L’anima in movimento.

Il passaggio.

Fine il collegamento e forte la presenza della nostra più profonda essenza.

Ti ho trovato nel momento più inatteso.

Ti bramavo.

 

E’ passato tanto tempo, e la mia pelle è ancora la stessa. Non mi è concesso invecchiare fino a che tutto non sarà al suo posto. Sono l’ultima della stirpe e come tale possiedo il tempo a mia disposizione.

E cosa ho trovato nei giorni più oscuri.

La nebbia mi segue fedele fino a che il tempo non si farà più clemente con le membra umane, l’aria è così fredda, il fiato condensa, e mi ricorda i cavalli fumanti.

Ma la città.

E’ il mio incanto in questi attimi freddi degli ultimi giorni dell’anno.


I piedi che si posano sull’asfalto al lato del parco che respira dopo l’ora del tramonto. Le lucine intermittenti che riportano impolverati ricordi di una bambina, ai tempi di giochi magici, quando lo spazio era più grande e i giorni più lunghi. Quando le malinconie giungevano senza preavviso e senza rimedio. Quando non avevi ricordi.2006-10-27-milano-2933-ridotta

Sono così pochi che tutto è a tua disposizione per formarli. E ora mi hanno segnata cosi crudelmente e dolcemente. Come potrò mai più guardare quelle luci azzurre che si accendono e spengono, sugli alberi, con la magia dell’aria che preavvisa l’avvento…Come? Come potrò guardarle senza che una stretta dolce amara mi si aggrappi al petto.

Ricordando fantasmi scappati via.

Mi sto rendendo conto che è tutto finto.

E mi sto rendendo conto che in fin dei conti… Non dovevo fare assolutamente nulla.

 

Libera come l’aria mi porto tra le vie di Milano e rivedo gli anni passati e quello presente. E mi raccoglie la sottile armonia dei giorni. Pulsante e vera, forte come non mai, la avverto così forte che potrei solo piangere per renderle grazie.

Accoglierla nel profondo perché mi attraversi e mi colleghi indissolubilmente a questo mondo che ho appena appreso a conoscere. A questo mondo così impalpabile e inafferrabile, aperto solo alle nostre visioni, intrecciate magicamente l’una con l’altra che tessono le fila della gigantesca rete in cui siamo connessi. E non c’è nulla da fare.

Posso solo respirare.

E godermi gli spazi aperti della città ripiena di gente, annusando gli umori di coloro che mi circondano che creano queste rifiniture sofisticate e verniciate di fresco per i bambini che governano il loro mondo.

Abbiamo bisogno di tutto questo.

E credo infine che non abbiamo realmente bisogno di niente.

Ubriaca rendo il testimone alla terra, e onorando l’amore che mi ha afferrata lascio l’insegna a lungo seguita. Che le radici sgorghino dai miei piedi e mi rendano umana.

Sono stanca di viaggiare.

Che le facce amate restino le stesse.

E le mie carezze possano indugiare a lungo sullo stesso volto.

Che i miei baci riconoscano il sapore della pelle.

E i piedi calpestino fieri la terra che a loro appartiene.

postato da: OrenIshiii alle ore 01:02 | Permalink | commenti (1)
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